SANT’ETTORE E BEATA VERGINE MARIA CONSOLATRICE – 20 Giugno 2021

In ogni evento riconosciamo che tu sei presente
e ci accompagni nel cammino della storia

Minacciò il vento e disse al mare: «Taci, calmati!» Marco 4,39

Aumenta la nostra fede, Gesù…

Siamo deboli
e molte volte ci sentiamo lasciati soli.
Facciamo fatica a scoprire
la tua presenza sempre vicina…
Fortifica la nostra fede
perché sia animata la nostra speranza.
Il salmista canta
“Accanto al Signore non temo nulla,
perché Egli è con me”.
Aiutaci ad avere la sua stessa fiducia in te, per sempre. Amen.

La nostra vita, Signore, è una perenne traversata;
fa’ che siamo sempre disposti a portarti con noi.
I nostri progetti sono un continuo tendere
all’altra riva: fa’ che sappiamo mettere Te
al centro dei nostri sogni.
Le tempeste, esterne a noi o nel nostro cuore fanno
parte dell’esistenza umana: fa’ che raggiungiamo
la sapienza di chi ha imparato ad accettarle.
Nelle nostre giornate, nei nostri anni, donaci, Gesù
Maestro, fiducia nella tua presenza e aiutaci a
riposare nella tua pace.

Domenica 27 giugno
La «Giornata per la carità del Papa»,
una questione di cuore

«Un modo semplice per prenderci cura degli altri, proprio come accadeva
nella Chiesa primitiva, e per far sì che i nostri cuori battano all’unisono».
Così monsignor Stefano Russo, segretario generale della Cei, propone ai
parroci di «dare un segno di amore al Papa» invitando i fedeli a partecipare
alla colletta durante le Messe di domenica 27 giugno nella Giornata che la
Chiesa italiana – e non solo – dedica alla Carità del Papa, come ogni anno nei
pressi della festa dei santi Pietro e Paolo (il 29). «In questo anno segnato dal
dolore e dal lutto – scrive Russo – il cuore del Papa ha restituito una
speranza a persone stanche e debilitate dagli affanni e dall’incertezza: a
Roma, in Italia e negli angoli più lontani del mondo, in quelli nascosti e
spesso dimenticati». Partecipare attivamente alla Giornata è «una questione
di cuore: che si dilata, che accelera la sua corsa per sostenere uno sforzo,
che porta linfa fino alle periferie, che irrora e diffonde calore».
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UNA RIFLESSIONE :

La barca che attraversa il mare in tempesta è una bella immagine della
Chiesa. Essa gode sempre della presenza di Gesù, benché sembri che
egli dorma, sembri assente. I discepoli sanno che egli è con loro.
La Chiesa nel mondo è sempre stata e sarà sempre investita da venti
contrari, e sempre corre il pericolo che le onde del mare la riempiano,
che le mentalità e le abitudini del mondo entrino in essa tanto da
correre lo stesso pericolo sia chi è dentro che chi è fuori.
Sei convinto che egli non vede e non sente? Ti sembra che non si curi della sorte
della barca in cui Egli sta riposando? Gesù continua invece ad aver fiducia nel Padre,
che sa e vede tutto e provvede alle necessità dei suoi figli con la sua onnipotenza.
Quando ti assale la tempesta della prova, del dolore, del male, della crisi di fede,
la paura per il presente o per il futuro ricordati del sonno di Gesù nella barca.
Non andare a svegliarlo, ma mettiti a riposare accanto a lui.

Sabato 26 giugno ore 10.00 un gruppetto di bambini celebra la
FESTA DEL PERDONO

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Rendi salda, o Signore,
la fede del popolo cristiano,
perché non ci esaltiamo nel successo,
non ci abbattiamo nelle tempeste,
ma in ogni evento riconosciamo
che tu sei presente
e ci accompagni nel cammino della storia.

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Una piccola storia per l’anima

Quanto ci separa

Un saggio sufi si imbarcò su una nave per recarsi dall’altra parte del
mare. A metà della traversata si scatenò una tempesta di tale violenza
che le onde altissime scagliavano la nave in su e in giù come se fosse un
fuscello. Tutti avevano una paura tremenda, e chi pregava, chi si
rotolava gridando, chi gettava tutti i suoi beni in mare. Solo il saggio
rimaneva imperturbabile.
Quando la tempesta si calmò, e a poco a poco il colore tornò sulle gote
dei naviganti, alcuni di loro si rivolsero al saggio e gli chiesero:
“Ma come mai tu non hai avuto paura? Non ti sei accorto che tra noi e la
morte c’era soltanto una tavola di legno?”.
“Certo, ma nel corso della vita mi sono accorto che spesso c’è ancor
meno”.
Quanto ci separa dalla morte? È davvero così sottile il confine tra la vita e
la morte. Negli ultimi mesi di vita, Don Bosco camminava a fatica. Chi lo
vedeva attraversare i cortili spesso gli chiedeva: “Dove va, Don Bosco?”.
La risposta era sempre la stessa: “In Paradiso”.
Lo potremmo dire tutti, ad ogni passo della nostra vita: “Sto arrivando,
Signore”

Bruno Ferrero, A volte basta un raggio di sole, Elledici