PENTECOSTE – 23 Maggio 2021

Lo Spirito del Signore ha riempito l’universo!

Alleluia!

Tutti furono colmati di Spirito Santo e cominciarono a parlare in altre lingue. (At 2,4)

PRENDI ME, SANTO SPIRITO

Vieni in me, Santo Spirito.
Prendi i miei occhi distratti
e fammi scorgere il volto di chi mi sta

accanto.
Prendi le mie orecchie sorde
ed fammi capire le parole non dette.
Prendi la mia lingua veloce
e insegnale il silenzio del saggio.
Prendi la mia mente sognante
e accompagnala sui sentieri della realtà.
Prendi le mie braccia chiuse
e allargale attorno a chi ha bisogno di me.
Prendi le mie mani insicure
e guidale sulle strade dell’onestà.
Prendi la mia voce incerta
e sostieni le sue parole di giustizia.
Prendi il mio cuore inquieto
e riempilo di una pace che trabocchi.
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Venerdì 28 Maggio alle 20.30 in chiesa a Lobia
incontro ragazzi di terza media e loro genitori
in vista della cresima del 2 giugno

23 maggio DOMENICA DI PENTECOSTE :La nascita della Chiesa
COME SARA’ LA CHIESA DI DOMANI???
molto difficile da rispondere e solo possibili, probabili risposte.
1) Meno sacramentale: vedi la sospensione della tradizionale messa festiva
con le sue varie conseguenze, delle messe per funerali, la scomparsa delle
vecchie code ai confessionali ecc. Guardiamo le Chiese nelle missioni: una
messa sola ogni tanto. Guardiamo anche le Chiese apostoliche primitive: nei
Vangeli e in san Paolo: quanto si parla di sacramenti? Poco, pochissimo. A
scapito dell’ascolto della Parola e della carità? Forse. Caso pesante:
l’iniziazione ai sacramenti cos’è diventata, nonostante tutti i tentativi di
riforme?
2) Meno moralistica (e con prevalenza sulla morale sessuale) più orientata
sul kerygma evangelico-pasquale e sulle sue conseguenze per la vita.
3) Meno clericale, sia perché noi preti saremo sempre meno, sia perché
avremo più bisogno di laici e di donne ben disposti e formati per
collaborazione e responsabilità.
4) Meno miracolistica e più disposta alle sorprese della misteriosa
provvidenza, più in ricerca de “la grazia” che delle grazie, ciò anche perché
nella lotta al covid s’è rivelata più efficace la scienza e il vaccino che tante
nostre maratone di rosari e preghiere varie.
5) Meno politicizzata, più “religiosa” e più “serva” per amore, del suo
Signore e dell’uomo; più libera da impegni organizzativi e amministrativi.
6) Meno cattolica e più dalle e con le genti, più ecumenica e missionaria.
7) Meno centralizzata e più sinodale ( non solo per certi aspetti e momenti)
8) Meno preoccupata dello 0,8% e più aperta ai poveri suoi e della società
umana.
Tutto sommato, una Chiesa sulle strade della Evangelii gaudium, sulle quali
stiamo camminando in un “già e non ancora”.
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Uno solo è il vostro Maestro e voi siete tutti fratelli” (Mt 23, 8)
La Diocesi ha posticipato al 30 maggio la Giornata del malato, occasione di
riflessione. «La pandemia ci ha insegnato ad accettarci nei nostri limiti, a stare nelle
debolezze nostre e degli altri: tutto questo fa crescere l’umanità». Sono parole di don
Giuseppe Pellizzaro, direttore dell’Ufficio della Pastorale della Salute della diocesi di
Vicenza. Istituita da papa Giovanni Paolo II nel 1992 e giunta alla sua XXIX edizione,
la ricorrenza si celebra da tradizione l’11 febbraio, memoria della Beata Vergine
Maria di Lourdes. Quest’anno, però, la Pastorale della Salute, sperando in minori
restrizioni ed in un clima caldo per facilitare la partecipazione delle persone fragili, ha
deciso di posticiparla

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Lunedì 24 maggio 2021
MARIA MADRE DELLA CHIESA

Maria sta sotto la croce. Sta, dimora, non si muove, non fugge. Non urla la sua
rabbia verso un Dio che promette e non mantiene, non si ribella come ci si attende
all’epilogo assurdo e drammatico della vicenda del Nazareno. Suo figlio. L’hanno
lasciata avvicinare, i carnefici, forse per un recondito moto di pietà verso una madre
che vede morire un figlio. Il dolore è straziante ma la madre sta. Dimora, irremovibile
nella fede. In quel momento solo lei e pochi altri rappresentano la Chiesa. Si sono
stancati i discepoli, sono fuggiti gli apostoli, la nascente Chiesa si è sbriciolata al
primo soffio di vento. Maria no. La prima che ha creduto non cede, dimora, resta ai
piedi della croce. E quel dimorare l’ha fatta diventare icona di speranza per quanti,
nella storia, hanno vissuto momenti tragici. Quel dolore affrontato senza cedimenti,
senza tracolli, è diventato l’albero alla cui ombra ci rifugiamo. Quando il dolore ci
interrompe la vita e sembra cancellare ogni cosa, Maria ci sostiene e ci aiuta a non
cedere, a dimorare, a credere. A lei affidiamo la nostra vita nel momento della
prova, per imparare ad attendere la resurrezione.

UNA TESTIMONIANZA: «Senza lo Spirito Santo: Dio è lontano, il Cristo
resta nel passato, il Vangelo è lettera morta, la Chiesa una semplice
organizzazione, l’autorità una dominazione, la missione una propaganda,
il culto un’evocazione e l’agire cristiano una morale da schiavi».
È significativo che questo splendido testo, attribuito indifferentemente a
Ignatio IV, patriarca di Antiochia e ad Atenagora, patriarca di Istambul, nasce
nella Chiesa sorella d’Oriente
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In attesa dello sposodon Tonino Bello

Dona alla tua Chiesa tenerezza e coraggio.
Spirito di Dio, fà della tua chiesa un roveto che arde di amore per gli ultimi.
Alimentane il fuoco con il tuo olio, perché l’olio brucia anche.
Dà alla tua chiesa tenerezza e coraggio. Lacrime e sorrisi.
Rendila spiaggia dolcissima per chi è solo e triste e povero.
Disperdi la cenere dei suoi peccati. Fà un rogo delle sue cupidigie.
E quando, delusa dei suoi amanti, tornerà stanca e pentita a te, coperta di fango e
di polvere dopo tanto camminare, credile se ti chiede perdono.
Non la rimproverare.
Ma ungi teneramente le membra di questa sposa di Cristo con le fragranze del tuo
profumo e con l’olio di letizia.
E poi introducila, divenuta bellissima senza macchie senza rughe, all’incontro con lui
perché possa guardarlo negli occhi senza arrossire, e possa dirgli finalmente:
sposa mia. (omelia, 19 aprile 1984 don Tonino Bello)