VI a DOMENICA DI PASQUA – 9 Maggio 2021

«Nessuno ha un amore più grande di questo»

“Rimanete nel mio amore” ( Gv. 15, 9)

Chiamati amici
Ci hai chiamato amici, Signore,
e vorremmo esserlo veramente, fino in fondo.
Vorremmo poter amare con il tuo cuore,
come tu hai amato.
Vorremmo poter obbedire all’amore,
senza misura né timore.
Vorremmo poter seguire le tue vie
per diventare capaci di portare frutti di gioia,
a tutti… Sempre!
Insegnaci a farlo, Signore.
Prendici per mano e conducici sulle tue vie.
Guidaci con la tua Parola.
Libera i nostri gesti per essere amore. Amen
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“O Gesù mio! Perdona le nostre colpe, preservaci dal fuoco
dell’inferno, porta in Cielo tutte le anime, specialmente le più

bisognose della tua Misericordia. Amen”

“Dio ha provveduto a donarci una Madre!”
Scrive il cardinal Angelo Comastri: «Tutti quando eravamo bambini, ci
siamo aggrappati alla mano della mamma per sentire, nel tepore della sua
mano, il calore della tenerezza e della protezione che soltanto una mamma sa
e può dare. Oggi “questo bambino” è ancora dentro di noi. E cerca una mano
materna per camminare nel sentiero della fatica, della paura, della stanchezza
e, talvolta, della sfiducia, che è appannaggio di ogni umana esistenza.
Dio ha provveduto a donarci una Madre: una madre che ci traduca l’amore
di Dio con il linguaggio materno, che è da tutti percepibile e da tutti
facilmente comprensibile». In questo mese di maggio rivolgiamoci a Maria
con la preghiera del rosario. Ci racconterà la vita di Gesù e ci accompagnerà
nel cammino della nostra vita quotidiana.
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13 maggio – B. V. Maria di Fatima

Era il 13 maggio 1917 quando Lucia, Francesco e Giacinta, tre ragazzi di 10, 9 e 7 anni di un
paesino di nome Fatima in Portogallo, videro su un leccio «una signora tutta vestita di bianco,
più splendente del sole». Il suo volto era molto bello, dalle mani giunte in atto di preghiera
pendeva il rosario. La bianca Signora chiese ai ragazzi di tornare in quel luogo ogni tredici del
mese da maggio a ottobre. Nel corso delle apparizioni, sei in totale, la Vergine, tramite i
ragazzi, invitò pressantemente gli uomini alla preghiera, alla conversione e alla penitenza.
La Madonna rivelò inoltre tre segreti da far conoscere a tempo opportuno. I primi due
riguardavano i ragazzi stessi, due dei quali, Francesco e Giacinta, furono presto chiamati alla
casa del Padre. Il terzo segreto, invece, venne messo per iscritto da suor Lucia nel 1944 e
venne reso pubblico nell’anno 2000 per volontà di Giovanni Paolo II, che all’intercessione
della Madonna di Fatima attribuiva la sua sopravvivenza all’attentato del 13 maggio 1981.
Secondo quanto scriveva suor Lucia nel suo libro I ricordi, la Madonna fece vedere ai ragazzi
l’orrore dell’inferno per mostrare il pericolo che incombeva sugli uomini. Vi si poteva sfuggire
diffondendo nel mondo la devozione al cuore immacolato di Maria, che sconfiggerà i
persecutori della Chiesa che uccidono il Papa, i vescovi, i fedeli.
Il 13 ottobre del 1930 le apparizioni di Fatima vengono riconosciute ufficialmente
annunciando i seguenti messaggi:
• Dichiariamo degne di credenza, le visioni dei bambini pastori della Cova da Iria, avvenute
nella parrocchia di Fátima, in questa diocesi, dal 13 maggio al 13 ottobre 1917.
• Permettiamo ufficialmente il culto della Madonna di Fátima.

“O Gesù mio! Perdona le nostre colpe, preservaci dal fuoco
dell’inferno, porta in Cielo tutte le anime, specialmente le più

bisognose della tua Misericordia. Amen”

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Preghiera a San Giuseppe

Glorioso patriarca san Giuseppe, il cui potere rende possibili le cose impossibili,
vieni in nostro aiuto in questo momento di difficoltà. Prendi sotto la tua
protezione le situazioni tanto gravi e difficili che tutto il mondo sta vivendo a
motivo della pandemia, in particolare ti affidiamo le nostre famiglie, gli ammalati
e le persone che stanno prendendosi cura degli ammalati: i medici, gli infermieri,
le infermiere, i volontari, che rischiano la vita in questo servizio. Ci affidiamo a
Te, San Giuseppe, alla tua custodia paterna e donaci di collaborare perché ogni
vita sia accolta, custodita e protetta. Te lo chiediamo insieme a tutta la chiesa
italiana che oggi si ferma pregare, per Cristo Nostro Signore. Amen

Il regalo

Tre fratelli, che non si vedevano da tempo, si riunirono per andare a trovare la loro
vecchia madre in occasione del suo compleanno.
Quando la videro, il primo figlio, che viveva lontano ormai da anni, le mostrò
soddisfatto il suo dono: “Mamma, guarda che regalo prezioso che ti ho fatto,
l’ho preso a New York, è una collana d’oro”.
Il secondo figlio le porse con un sorriso un profumo: “è un ottimo profumo di
marca, spero che ti piaccia”.
Il terzo figlio guardando i regali portati dai suoi fratelli arrossì. “Mamma, questo è
per te”, disse, porgendole una lettera. Dentro c’era scritto: “mamma so che i miei
fratelli ti hanno fatto bellissimi regali, io non ho potuto, non ho abbastanza denaro.
Lo sai, ho perso il lavoro e mia moglie Anna ha quel brutto male. Gli unici
guadagni che ho mi servono per continuare a dare un tetto e un pasto caldo a lei e
alla nostra piccola Elisa. I miei fratelli sono stati gentili e comprensivi, mi hanno
detto che avrei potuto farlo con loro il regalo, che avrebbero messo loro i soldi per
me ma ciò sarebbe sembrato troppo ingiusto. Mi dispiace se non ho regali per te
quest’anno. Ti voglio bene. Tanti auguri mamma”.
La vecchia donna, dopo aver ringraziato e salutato i primi due figli chiese al terzo di
restare. Lo guardò intensamente negli occhi e con una mano tremante gli sfiorò il
viso dicendo: “Sai una cosa? Non ho mai ricevuto regalo più bello di questa
lettera”.
MORALE: A una madre puoi regalare anche un granello di polvere, lei si sentirà comunque la
donna più felice al mondo perché un figlio è già un dono e non serve nient’altro che l’amore di un
figlio per farla sentire importante. E poi un regalo materiale è bello, sì, ma finisce per logorarsi,
invecchiare e magari a un certo punto lo metti in un angolo remoto della casa, ci butti ogni tanto
un occhio e ti fai assalire dai ricordi. Ma le parole belle di un figlio ti restano dentro… quelle te le
porti dietro per tutta la vita.