QUARTA DOMENICA DI PASQUA – 25 Aprile 2021

Memoria di S. Marco, patrono delle genti venete
Anniversario civile della Liberazione.

58 a GIORNATA MONDIALE DI PREGHIERA PER LE VOCAZIONI
Tema: “San Giuseppe: il sogno della vocazione”

«Do la mia vita per le pecore»

“Io sono il buon pastore, conosco le mie pecore” ( Gv. 10, 14)

Buon pastore!

Buon Pastore, che dai la vita
per ogni figlio e figlia di Dio sulla Terra,
la tua voce, i tuoi gesti, il tuo Vangelo
ci indichino sentieri di pienezza e unità,
di bellezza e pluralità.
Spingici oltre ogni recinto.
Insegnaci ad ascoltare le voci “altre”
per amarle, comprenderle,

sentirle parte di una storia in movimento.
Buon Pastore, che conosci la voce di ogni figlio e figlia di Dio sulla
Terra, guidaci lungo i sentieri del dono. Amen.
+++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++

RIFLETTIAMO …..
Dovremmo prendere un po’ più seriamente questa Parola di Gesù e
chiederci onestamente chi o che cosa è il pastore della nostra vita e
dove la conduce. Proviamo a dare un nome ai modelli, agli ideali o ai
progetti ispiratori delle nostre scelte.
A chi andiamo dietro? Di chi siamo alla ricerca?
Verso chi sono puntati i nostri passi? A chi affidiamo la nostra vita?
Al buon pastore che ci tratta da pecorelle
o ai falsi pastori che ci trattano da pecoroni?

In occasione alla 58° Giornata mondiale di preghiera per le
vocazioni di domenica 25 aprile, è interessante questa riflessione
proposta dalla Diocesi di Padova, che ci offre stimoli anche per il
cammino delle nostre comunità.
È IL TEMPO DELLA COMUNITÀ
“A due a due”: è questo il titolo della 58a Giornata mondiale di preghiera per
le vocazioni che viviamo insieme a tutta la Chiesa nella quarta domenica di
Pasqua, un’espressione tratta dall’Esortazione apostolica di papa Francesco
sulla chiamata alla santità nel mondo contemporaneo (n° 141). Queste poche
parole ci annunciano che possiamo vivere la santità soltanto se camminiamo
insieme agli altri, se condividiamo il passo con altri credenti e cercatori di Dio,
in una diversità di ricchezze e doni personali ma anche di scelte di vita: è
camminando fianco a fianco con credenti sposati, consacrati, missionari, preti,
laici impegnati nella vita sociale o dedicati alla Chiesa che matura la vita
cristiana di ciascuno, fino ad essere trasparenza del volto di Cristo stesso
accanto agli altri. Queste scarne parole, tuttavia, indicano anche la via per
ritornare a prenderci cura del dono della vocazione, ossia di quel modo unico e
irripetibile con cui il Signore chiama ciascuno a vivere la propria esistenza. Essa
non può maturare se non in un contesto comunitario, dove i piccoli particolari
regalati dall’impegno di ciascuno manifestano la cura stessa di Dio per il suo
popolo e lo rendono presente tra noi. La scelta di vita di un giovane non si fa
strada da sé, a tentativi o divorando esperienze, bensì grazie alla testimonianza
dei fratelli, alla cura educativa, alla proposta di itinerari di fede seri e concreti
che mettano in ascolto delle necessità degli altri, che facciano vibrare di
concretezza la Parola di Dio ascoltata in chiesa e meditata nel cuore. In questo
tempo particolare confermiamo tenacemente uno stile di vita autenticamente
cristiano, “perché la comunità non è un agglomerato di singoli, ma la famiglia
in cui integrarsi, il luogo dove prendersi cura gli uni degli altri, i giovani degli
anziani e gli anziani dei giovani, noi di oggi di chi verrà domani. Solo
ritrovando il senso di comunità, ciascuno potrà trovare in pienezza la propria
dignità” (papa Francesco). Impegniamoci perché l’intera pastorale sia
generativa, non tanto un insieme di attenzioni e attività utili a mantenere
l’esistente bensì un percorso per dare alla luce credenti, per accompagnare gli
adulti a vivere con fede i propri impegni e i giovani nella scoperta di sé e del
proprio posto nella comunità e nel mondo. Soprattutto ritorniamo “a due a due”
davanti al Signore e guardiamo con i suoi occhi la nostra vita: troveremo tanti
volti che l’hanno accompagnata, laici, consacrati, preti, uomini e donne che ci
hanno aiutati ad essere ciò che siamo, a riconoscere e vivere la nostra dignità.
“A due a due” chiediamogli insistentemente di regalare questa esperienza ai
ragazzi e ai giovani delle nostre comunità, perché non manchino loro occasioni,
contesti e testimoni che li aiutino ad orientarsi nella vita e farla diventare un
servizio gioioso.

°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°
Domenica 25 aprile: ‘A DUE A DUE’: Il tema della
Giornata Mondiale di Preghiera per le Vocazioni.
La giornata cì offre l’opportunità di pregare, riflettere e approfondire il dono e il
mistero della chiamata di Gesù a seguirlo in un affascinante e intimo cammino
evangelico che si fa missione per la chiesa e per il mondo. La tematica proposta
dall’Ufficio Nazionale per la pastorale delle vocazioni per l’anno pastorale 2020-2021
si ispira ad una espressione di papa Francesco, contenuta nella Esortazione
Apostolica “Gaudete et exsultate”. Al numero 141 su alcune caratteristiche della
santità nel mondo attuale si evidenzia la: «la santificazione è un cammino
comunitario, da fare a due a due»_
°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°

L’amministrazione comunale si mette a disposizione
per aiutare nella prenotazione ai vaccini, chiamando
al numero 333 4904917, dal LUNEDI’ al VENERDI’ dalle
15.15 alle 18.15. SABATO dalle 9.00 alle 12.00

°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°
25 aprile – S. Marco evangelista
Chi è Marco?
Il testo del Vangelo non dice esplicitamente chi ne
sia l’autore. La più antica notizia sull’attribuzione del
Vangelo a Marco risale a Papia, vescovo di Gerapoli:
«Marco, che era stato interprete di Pietro, scrisse con
accuratezza, ma non in ordine, quanto ricordava delle
cose dette o compiute dal Signore.
Egli infatti non aveva ascoltato né seguito il Signore,
ma più tardi ascoltò e seguì Pietro». In ogni caso è certo che divenne presto
collaboratore degli apostoli e, insieme al cugino Barnaba, negli anni 40,
lavorò con Paolo ad Antiochia e nelle altre giovani chiese.
Dopo un periodo di attività apostolica che non possiamo ricostruire,
verso il 60 d.C., Marco è a Roma come stretto collaboratore di Pietro.
In questa circostanza e per questa comunità ecclesiale, verso l’anno 65 d.C.,
egli intraprende la stesura del suo Vangelo, col fine di conservare la
predicazione apostolica e tramandarla in modo fedele e preciso.