DOMENICA DELLE PALME E DELLA PASSIONE DEL SIGNORE – 28 Marzo 2021

Egli entra in Gerusalemme per soffrire, morire e risorgere

Uomo della croce
In te, Signore Gesù, Uomo della croce,
noi possiamo conoscere Dio,
la potenza del suo amore,
la tenerezza del suo perdono,
la sua determinazione nel salvarci,
la sua passione per noi, per ognuno di noi.
Dio crocifisso, possa ognuno di noi sprecare il proprio tempo per te,
come fosse nardo prezioso, perché, contemplandoti,
una nuova bellezza possa riempirci;
perché, ascoltando la forza del tuo dono,
un nuovo amore possa risvegliarci alla vita.
In te contempliamo l’Amore.
+++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++

Settimana santa 2021

La domenica delle Palme segna l’inizio della Settimana Santa.
Facciamo memoria di Gesù che entra a Gerusalemme, come Messia e Re.
La gente lo accoglie con entusiasmo, stendendo perfino sulla strada i propri mantelli,
agitando le palme e gridando: “Osanna al Figlio di David”. Gesù fa il suo ingresso
nella Città Santa per donare la sua vita per la nostra salvezza. A tale scopo, pur
essendo di natura divina, “egli spogliò sé stesso, assumendo la condizione di servo…,
si umiliò e si fece obbediente fino alla morte di croce” (II lettura).
Nel vangelo leggiamo, meditiamo, contempliamo il dramma della passione e morte
del Signore, allo scopo che anche noi “abbiamo sempre presente l’insegnamento
della sua passione, per partecipare alla gloria della risurrezione” (colletta)

Il giovedì santo facciamo memoria dell’ultima cena di Gesù e quindi dell’istituzione
dell’Eucaristia. In quel pasto Gesù ha concentrato il senso di tutta la sua vita “pane spezzato
e vino versato per la salvezza del mondo”. Ogni volta che ci raduniamo per la S. Messa
noi annunciamo la morte del Signore, proclamiamo la sua risurrezione, nell’attesa
della sua venuta. Ai Dodici radunati nel Cenacolo il Signore diede il comando di
“fare questo in sua memoria”. Il sacerdozio trova qui il suo senso profondo: presiedere
l’Eucaristia e fare della propria vita un dono per i fratelli.

Il venerdì santo
UN’ASSENZA CHE PUÒ DIVENTARE OCCASIONE:

IL BACIO DELLA CROCE

Nelle indicazioni che i vescovi italiani offrono per il Venerdì Santo di quest’anno,
leggiamo: “L’atto di adorazione della Croce mediante il bacio sia limitato al solo
presidente della celebrazione”. Il bacio non è l’unica modalità prevista per adorare
la croce (solo per il Venerdì Santo si usa il termine “adorare” e ci si inginocchia
davanti alla Croce). Il Messale dice: “con una semplice genuflessione o un altro
segno adatto, secondo l’uso della regione, come per esempio baciando la Croce”.
Ciò che conta non è la materialità del gesto, ma ciò che esso provoca in noi: ci
fermiamo, ci facciamo piccoli davanti al mistero, ci orientiamo, anche fisicamente,
verso il Salvatore e il suo dono d’amore, di cui la Croce è segno, non realtà finale.
Tutto avviene nel silenzio, nella spogliazione di noi, delle nostre false sicurezze,
delle nostre presunzioni. Per questo la nuova edizione del Messale prevede che
quando chi presiede compie il gesto a nome di tutti, possa addirittura togliere la
casula e le scarpe. Ci avviciniamo al roveto ardente dell’amore di Dio: “Togliti i
sandali, perché il luogo sul quale tu stai è suolo santo” (Es 3, 5).
L’assenza del bacio di quest’anno sarà occasione per orientarci con maggiore
decisione verso il Crocifisso Risorto, facendo spazio a lui nei nostri giorni, nelle
nostre scelte, nelle nostre opere, lasciandoci attirare in un silenzio adorante, che sa
liberarsi dalle tante parole vuote che ci stordiscono. “Io, quando sarò innalzato da
terra, attirerò tutti a me” (Gv 12, 32). L’autentico bacio che gli offriamo è la nostra
vita, in ogni respiro, in ogni attesa, in ogni speranza: a lui, per lui, con lui… “Io sono
la vita” (Gv 11,2)
Nel sabato santo la Chiesa sosta presso il sepolcro di Gesù meditando la sua
passione e morte. La liturgia bizantina canta: “Resti muto ogni mortale, e stia con timore
e tremore e non mediti alcunchè di terreno”. Non si celebra l’Eucaristia, si è in attesa del
grande avvenimento che si celebrerà nella Veglia Pasquale
Domenica di risurrezione: “Cristo è risorto, è veramente risorto!”.
Lui è la vera luce del mondo, Lui rinnova totalmente l’uomo e il mondo. La Veglia pasquale
è la celebrazione più importante della Settimana santa. La comunità veglia in ascolto e
preghiera per far memoria della liberazione del popolo d’Israele dalla schiavitù d’Egitto,
del passaggio di Cristo dalla morte alla vita, del passaggio del Signore nella nostra vita
che mediante i sacramenti del Battesimo e dell’ Eucaristia compie il nuovo esodo,
dell’attesa del Signore glorioso nell’ultima Pasqua.

°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°
“La colletta pro ‘Terra Sancta’ 2021 sia per tutti l’occasione per
non girare lo sguardo, per non passare oltre, per non ignorare le situazioni di
bisogno e di difficoltà dei nostri fratelli e delle nostre sorelle che vivono nei Luoghi
Santi”. Questo l’invito del Card. Leonardo Sandri, in occasione della raccolta
tradizionalmente prevista per il Venerdì Santo.
«La “Colletta per la Terra Santa” – spiega la Congregazione – nasce dalla volontà
dei Papi di mantenere forte il legame tra tutti i Cristiani del mondo e i Luoghi Santi.
È la fonte principale per il sostentamento della vita che si svolge intorno ai Luoghi
Santi e lo strumento che la Chiesa si è data per mettersi a fianco delle comunità
ecclesiali del Medio Oriente.
*******************************************************************************************
N.B.° Per le varie celebrazioni, consultate “il programma della
settimana santa” che vi è stato portato a casa

L’ULTIMA CENA
Tutto di lì parte.
Se non ci fosse l’altare,
se non ci fosse il Signore che si rende presente sulle nostre mense eucaristiche,
non avrebbe significato nessuna nostra sofferenza.
La croce è lo sviluppo dell’ultima cena,
è il fiore che germina sulla mensa dell’Eucaristia.
È così anche per noi. L’Eucaristia deve essere al centro dei nostri sospiri,
delle nostre attese e della nostra gioia.
Molti cristiani vivono senza Eucaristia.
Altri fanno l’Eucaristia, ma non fanno la Chiesa.
Altri celebrano l’Eucaristia nella Chiesa,
ma non vivono la coerenza dell’Eucaristia.
L’Eucaristia rimane, cioè, una sorta di sacramento incompiuto.
Rimane incompiuto quando manca la “sequela eucaristica”.
E che significa sequela eucaristica?
Lasciarsi afferrare dall’onda di Gesù Cristo e seguirla.
Avere la coscienza che noi siamo Corpo di Cristo crocifisso alla storia.
Avere la coscienza che siamo Corpo di Cristo crocifiggente.
Avere la coscienza che noi siamo il Corpo festivo di Cristo.
Avere la coscienza che la sequela è fatta di ascolto, di preghiera, di sacrificio.
Tonino Bello
°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°

N.B.+ Venerdì santo si raccoglie la colletta per la “Terra Santa”
° Per le varie celebrazioni, consultate “il programma della
settimana santa” che vi è stato portato a casa