V° DOMENICA di QUARESIMA – Domenica 21 Marzo 2021

Nelle prove della vita partecipiamo alla sua passione
Se il chicco di grano caduto in terra muore, produce molto frutto.” Giovanni 12,24

Vogliamo vederti Signore
Signore Gesù, Dio dell’amore crocifisso,
ti vogliamo vedere, ti vogliamo incontrare,
vogliamo contemplare la pienezza dell’amore
per imparare da te a essere amore.
Insegnaci a non trattenere la vita.
Insegnaci a condividere con te
il momento solenne del dolore,
della consegna, del dono.
Insegnaci a guardare a te,
Crocifisso innalzato sulle nostre colpe,
per scoprire la bellezza dell’amore.
Insegnaci a seguire te,
per condividere con te l’eternità. Amen.
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24 MARZO – 29a GIORNATA DI PREGHIERA E DIGIUNO

PER I MISSIONARI MARTIRI

La Commissione per la cooperazione missionaria del Triveneto, alla Vigilia
della Giornata dei Missionari Martiri propone una VEGLIA DI PREGHIERA.
Sarà trasmessa, contestualmente in tutte le 15 diocesi del
Triveneto, martedì 23 marzo alle 20:30.
Per il nostro territorio diocesano si potrà seguire alla stessa ora, su
TeleChiara (Canale 14 del televisore), sul Canale Youtube della diocesi
e su Radio Oreb

UN ‘ ASSENZA CHE PUO’ DIVENTARE OCCASIONE:

L’ULIVO

Nelle indicazioni che i vescovi italiani offrono per la Domenica delle Palme
di quest’anno, leggiamo: “I fedeli tengano in mano il ramo d ‘ulivo portato
con sé; in nessun modo ci sia consegna o scambio di rami”.
Quindi chi desidera porterà l’ulivo da casa, ma non verrà consegnato
in chiesa, per il contagio, ma soprattutto perché non ci sarà la processione.
Ci possiamo chiedere: “Ma che Domenica delle Palme sarà senza l’ulivo?
Come facciamo a portarlo a casa se non ci viene dato?”.
L’assenza di quest’anno ci può aiutare a scoprire meglio il senso dell ‘ ulivo
nella celebrazione.
Non viene benedetto per obbedire ad una tradizione, né per essere portato
a casa, ma, come esprime la preghiera del Messale, per “seguire esultanti
Cristo, nostre re e Signore”, per “rimanere uniti a lui, per portare frutti
di opere buone”.
Nel dare avvio alla processione, si dice: “Imitiamo, fratelli e sorelle,
le folle che acclamavano Gesù”.
L’ ulivo viene benedetto in quanto simbolo che favorisce la nostra imitazione
della folla che accolse Gesù a Gerusalemme, agitando le fronde, con lo scopo
che la nostra vita sia “agitata” dalla sua persona e dalla sua Parola.
La finalità della benedizione siamo noi, non l’ ulivo. L’ulivo è un aiuto, uno
strumento, ma ciò che ci sta a cuore è “cosa” stiamo facendo, non “con che
cosa” lo stiamo facendo, come avviene sempre nella liturgia.
Nelle Premesse del “Benedizionale” troviamo una bella sintesi, che ci aiuta
a crescere: “Talvolta la Chiesa benedice le cose, sempre però tenendo
presenti gli uomini che usano quelle determinate cose”
(12). “Non è lecito impartire una benedizione di cose e di luoghi
con il solo segno esterno, senza ricorso alcuno alla Parola di Dio o
a una formula di preghiera: questo per rendere più attiva la partecipazione
ed evitare il pericolo di superstizione” (27).
L’assenza della processione e dell’ulivo di quest’anno sarà occasione
per offrire con più consapevolezza noi stessi nella Chiesa come rami
viventi di Gesù, nostra gioia e nostra salvezza: “I tuoi figli come virgulti
d’ulivo intorno alla tua mensa” (Sai 128, 3).
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+ Venerdì ore 20.45 su Facebook
Parrocchia di San Giorgio in Bosco
Elide Siviero ci aiuta a pregare e a riflettere sul racconto della Passione secondo Marco : sarà
un modo per entrare con più amore nella Settimana santa ( la scorsa settimana oltre 400 visualizzazioni)

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Preghiera

Sei tu Gesù questo chicco di grano che accetta

di marcire, di morire
e sembra sconfitto, annientato,
ma darà vita ad un frutto abbondante.

Tu chiedi ad ogni discepolo di percorrere lo stesso cammino:
di perdere la propria vita per te, di servirti con tutte le forze

di spendere ogni energia per il Vangelo
e senza temere l’apparente fallimento

certo che tu non abbandonerai chi ti ha affidato la sua esistenza.
Gesù donaci di affrontare la notte della prova,
dell’abbandono, della croce

senza paura alcuna sicuri di ricevere una pienezza sorprendente.

Consacrazione a San Giuseppe

O San Giuseppe uomo giusto e fedele, che nella pienezza dei tempi
cooperasti al grande mistero della nostra Redenzione come sposo
verginale di Maria e capo della Santa Famiglia di Nazareth;
dalla Chiesa, nostra madre e maestra, proclamato Patrono universale,
accetta il mio affidamento e la mia consacrazione a Te.
O San Giuseppe, come l’Eterno Padre si degnò affidarti i tesori più
grandi che possedeva, Gesù e Maria; così io, con umile fede, intendo
consacrarmi a Te con piena volontà. Al tuo patrocinio affido la mia
persona e quanto mi è caro: la salute dell’anima e del corpo,
l’incolumità della mia famiglia e della mia comunità, soprattutto la
fedeltà incondizionata al Battesimo e alla mia particolare Vocazione.
O San Giuseppe, sotto i tuoi sguardi amorosi, rinnovo oggi le
promesse battesimali e gli impegni del mio stato di vita, assunti
nel sacramento del Matrimonio, o nel sacro Ordine,
o nella Professione Religiosa.
O San Giuseppe, abbi per me e per quanti mi sono cari, le premure
che avesti per Gesù e per Maria: accoglimi nella casa del Signore
come membro della tua stessa Famiglia; aiutami a conoscere,
servire e amare Gesù e Maria come Tu li hai conosciuti, serviti e amati.
Al termine della vita aprimi le porte del Cielo.
Amen.