I° DOMENICA di QUARESIMA – Domenica 21 Febbraio 2021

Gesù, tentato da satana,
è servito dagli angeli
«Lo Spirito sospinse Gesù nel deserto e nel deserto rimase quaranta giorni» Marco 1,12

Nel deserto, Signore
Nel deserto conducimi, Signore.
Nel deserto parla al mio cuore.
Nel deserto fammi gustare la vita vera,
eternamente zampillante.
Il deserto a cui la vita mi costringe
sia spazio reso nuovo dal tuo Spirito.
Signore Gesù, Parola viva del Padre,
nei deserti dell’anima, parla
e fai germogliare vita. Amen.

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Quando nominiamo o pensiamo alla parola quaresima è quasi automatico legarla al
fare penitenza. E fare penitenza ha sempre quel sapore negativo e triste che ci porta
a dover fare delle cose per riparare agli errori che commettiamo. È vero che la parola
penitenza significa espiare e originariamente indica il “migliorare, rendere migliore,
riparare, ristabilire, risanare. A partire da questo, allora, potremmo dire che la quaresima
è un tempo nel quale cerchiamo di fare meglio del solito.
Il tempo di grazia iniziato in questa settimana può diventare un tempo in cui
viviamo la nostra vita in modo più attento e vigile, che compiamo il nostro lavoro
meglio del solito, che preghiamo in modo più intenso, che curiamo le nostre
relazioni in modo più consapevole e viviamo totalmente il momento presente. Si
parla anche di astinenza (dalla carne)… ma è anche vero che da un anno ormai a
questa parte stiamo vivendo un grande periodo di digiuno e astinenza (pensate al
lockdown di un anno fa, all’astinenza dei contatti personali con gli altri…). Digiuno in
questo tempo può diventare il mio modo di fare più spazio per le cose vitali (il
dialogo, il silenzio, la preghiera…), per rendere migliore la mia vita e quella degli
altri attorno a me.

Ma perché proprio 40?

Come ci insegnano gli studiosi, nella Bibbia l’importanza dei numeri non può essere mai
sottovalutata.
Non si tratta di semplici indicazioni di quantità o di durata, ma i numeri nella Sacra Scrittura
custodiscono un significato molto più intenso e profondo, tutto da scoprire e da esplorare.
Del resto anche nella nostra vita quotidiana, anche se non ci facciamo caso, accade la stessa
cosa. Pensiamo semplicemente quando la mamma, dopo aver chiesto per l’ennesima volta ai
bambini di rimettere in ordine la camera, esclama: “Vi ho già detto mille volte di riordinare la
stanza!!!”
Magari le volte non sono proprio mille, ma il numero sta a indicare che la povera mamma deve
essersi proprio sgolata per farsi ascoltare… ovviamente senza successo!!
Così il numero quaranta nella Bibbia ricorre molte volte, è denso di significato.
Sono quaranta i giorni del diluvio universale, quaranta i giorni passati da Mosè sul monte Sinai,
quaranta i giorni impiegati dalle avanguardie del popolo ebraico per esplorare la Terra
Promessa, quaranta gli anni in cui il popolo di Israele peregrina nel deserto, quaranta i giorni
di cammino del profeta Elia per giungere al monte Oreb, quaranta i giorni che Dio concede a
Ninive per convertirsi dopo la predicazione di Giona…
E questo per limitarci solo all’Antico Testamento. Ma non è finita!
Quaranta sono i giorni che separano la Pasqua dall’Ascensione, quaranta sono infine i giorni
trascorsi da Gesù nel deserto digiunando e combattendo le tentazioni del diavolo.
E’ proprio a questo ultimo “quaranta” che fa riferimento la durata della Quaresima, offrendo ai
fedeli un tempo di penitenza e conversione, in preparazione alla Pasqua, come Gesù per
quaranta giorni si era preparato nel deserto alla Sua missione pubblica.
Quaranta dice dunque un tempo lungo e opportuno, un tempo sufficiente e necessario,
un tempo congruo e propizio per prepararsi ad un passo, ad un traguardo, ad una meta,
a ricevere un dono!

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+ QUARESIMA RAGAZZI
La Croce della Pasqua: Di settimana in settimana invitiamo le famiglie (in
casa e come il gruppo di catechesi o della parrocchia) a preparare la formella
della croce con fantasia e vivere un momento di preghiera. Segui le istruzioni
e scarica i materiali da stampare dal sito quaresima.diocesi.vicenza.it

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+ Ogni venerdì ore 20.45 su facebook
Parrocchia di San Giorgio in Bosco
Elide Siviero ci aiuta a pregare e a riflettere sul Vangelo della domenica
seguente di quaresima

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Sollecitiamo la raccolta di generi alimentari per le nostre famiglie
in difficoltà. Sono gocce d’amore che non andranno perdute. Grazie!

La Quaresima è il tempo per verificare le strade che stiamo percorrendo, per
ritrovare la via che ci riporta a casa, per riscoprire il legame fondamentale con Dio,
da cui tutto dipende. La Quaresima non è una raccolta di fioretti, è discernere
dove è orientato il cuore. Questo è il centro della Quaresima: dove è orientato
il mio cuore? Proviamo a chiederci: dove mi porta il navigatore della mia vita,
verso Dio o verso il mio io? Vivo per piacere al Signore, o per essere notato,
lodato, preferito, al primo posto e così via? Ho un cuore “ballerino”, che fa
un passo avanti e uno indietro, ama un po’ il Signore e un po’ il mondo,
oppure un cuore saldo in Dio? Sto bene con le mie ipocrisie, o lotto per liberare
il cuore dalle doppiezze e dalle falsità che lo incatenano?

(dall’omelia delle ceneri di papa Francesco)

ritornare poveri..(piccole storie)
“Un padre ricco, volendo che suo figlio sapesse che significa essere povero,
gli fece passare una giornata con una famiglia di contadini.
Il bambino passò 3 giorni e 3 notti nei campi.
Di ritorno in città, ancora in macchina, il padre gli chiese:
Che mi dici della tua esperienza?
Bene – rispose il bambino
Hai appreso qualcosa? – Insistette il padre
1 – Che abbiamo un cane e loro ne hanno quattro.
2 – Che abbiamo una piscina con acqua trattata, che arriva in fondo al giardino.
Loro hanno un fiume, con acqua cristallina, pesci e altre belle cose.
3 – Che abbiamo la luce elettrica nel nostro giardino ma loro hanno le stelle e
la luna per illuminarli.
4 – Che il nostro giardino arriva fino al muro. Il loro, fino all’orizzonte.
5 – Che noi compriamo il nostro cibo; loro lo coltivano, lo raccolgono
e lo cucinano.
6 – Che noi ascoltiamo CD… Loro ascoltano una sinfonia continua
di pappagalli, grilli e altri animali… …tutto ciò, qualche volta accompagnato
dal canto di un vicino che lavora la terra.
7 – Che noi utilizziamo il microonde. Ciò che cucinano loro, ha il sapore
del fuoco lento
8 – Che noi per proteggerci viviamo circondati da recinti con allarme…
Loro vivono con le porte aperte, protetti dall’amicizia dei loro vicini.
9 – Che noi viviamo collegati al cellulare, al computer, alla televisione.
Loro sono collegati alla vita, al cielo, al sole, all’acqua, ai campi,
agli animali, alle loro ombre e alle loro famiglie.
Il padre rimane molto impressionato dai sentimenti del figlio.
Alla fine il figlio conclude: “Grazie per avermi insegnato quanto siamo poveri!
Ogni giorno, diventiamo sempre più poveri perché non osserviamo più
la natura!!!”