BATTESIMO DEL SIGNORE – B – Domenica 10 Gennaio 2021

Hai consacrato con potenza di Spirito Santo il tuo Verbo fatto uomo

Battezzaci, Signore, in Spirito Santo
Signore Gesù, Figlio amato del Padre,
inviato a noi perché tutti noi
ricevessimo in abbondanza la vita,
immergici nel tuo Spirito,
riempici dell’amore
con il quale tu e il Padre vi amate,
fa’ esplodere in noi la tua stessa vita.
Figlio Amato, rinati nel tuo amore,
possa la nostra vita aprirsi alla verità di Dio,
lasciarsi cambiare dalla sua vitalità,
diventare strumento della sua salvezza. Amen.
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Il gusto delle Scritture: narrare la Parola

Ogni martedì da gennaio a marzo un video sul canale YouTube della
Diocesi per avvicinarsi alla Bibbia
L’ufficio diocesano per l’Evangelizzazione e la Catechesi, il gruppo di lavoro
per la catechesi biblico simbolica, con il patrocinio del Pontificio Consiglio per la
promozione della nuova evangelizzazione propongono un percorso in 10 tappe
sulla Parola di Dio a partire da martedì 5 gennaio 2021.
La Bibbia intreccia tre storie: ciò che si racconta, la nostra, quella di Gesù e
dei discepoli. È questa ricchezza che viene narrata attraverso i secoli.
Brevi video da seguire con la Bibbia in mano.
Per chi si avvicina con curiosità, stupore o meraviglia alla Scrittura, per chi vuole
nutrirsi della Parola per il cammino personale e per un servizio.

“Fratelli e sorelle: buon anno”

Iniziamo il nuovo anno ponendoci sotto lo sguardo materno e amorevole di Maria Santissima,
che la liturgia oggi celebra come Madre di Dio. Riprendiamo così il cammino lungo i sentieri del tempo,
affidando le nostre angosce e i nostri tormenti a Colei che tutto può. Maria ci guarda con tenerezza
materna così come guardava il suo Figlio Gesù. E se noi guardiamo il presepe [si volta verso il presepe
allestito nella sala], vediamo che Gesù non è nella culla, e mi dicono che la Madonna ha detto: “Me lo
fate tenere un po’ in braccio questo figlio mio?”. E così fa la Madonna con noi: vuole tenerci tra le braccia, per custodirci come ha custodito e amato il suo Figlio. Lo sguardo rassicurante e consolante della Vergine Santa è un incoraggiamento a far sì che questo tempo, donatoci dal Signore, sia speso per la nostra crescita umana e spirituale, sia tempo per appianare gli odi e le divisioni – ce ne sono tante – sia tempo per sentirci tutti più fratelli, sia tempo di costruire e non di distruggere, prendendoci cura gli uni degli altri e del creato. Un tempo per far crescere, un tempo di pace. È proprio alla cura del prossimo e del creato che è dedicato il tema della Giornata Mondiale della Pace, che oggi celebriamo: La cultura della cura come percorso di pace. I dolorosi eventi che hanno segnato il cammino dell’umanità nell’anno trascorso, specialmente la pandemia, ci insegnano quanto sia necessario interessarsi dei problemi degli altri e condividere le loro preoccupazioni. Questo atteggiamento rappresenta la strada che conduce alla pace, perché favorisce la costruzione di una società fondata su rapporti di fratellanza. Ciascuno di noi, uomini e donne di questo tempo, è chiamato a realizzare la pace: ognuno di noi, non siamo indifferenti a questo. Noi siamo tutti chiamati a realizzare la pace e a realizzarla ogni giorno e in ogni ambiente di vita, tendendo la mano al fratello che ha bisogno di una parola di conforto, di un gesto di tenerezza, di un aiuto solidale. E questo per noi è un compito dato da Dio. Il Signore ci dà il compito di essere operatori di pace. E la pace si può costruire se cominceremo ad essere in pace con noi stessi – in pace dentro, nel cuore – e con chi ci sta vicino, togliendo gli ostacoli che impediscono di prenderci cura di quanti si trovano nel bisogno e nell’indigenza. Si tratta di sviluppare una mentalità e una cultura del “prendersi cura”, al fine di sconfiggere l’indifferenza, di sconfiggere lo scarto e la rivalità – indifferenza, scarto, rivalità –, che purtroppo prevalgono. Togliere questi atteggiamenti. E così la pace non è solo assenza di guerra. La pace mai è asettica, no, non esiste la pace del quirofano [spagnolo: “sala operatoria”]. La pace è nella vita: non è solo assenza di guerra, ma è vita ricca di senso, impostata e vissuta nella realizzazione personale e nella condivisione fraterna con gli altri. Allora quella pace tanto sospirata e sempre messa in pericolo dalla violenza, dall’egoismo e dalla malvagità, quella pace messa in pericolo diventa possibile e realizzabile se io la prendo come compito datomi da Dio. La Vergine Maria, che ha dato alla luce il «Principe della pace» (Is 9,6) e che lo coccola così, con tanta tenerezza, tra le sue braccia, ci ottenga dal Cielo il bene prezioso della pace, che con le sole forze umane non si riesce a perseguire in pienezza. Le sole forze umane non bastano, perché la pace è anzitutto dono, un dono di Dio; va implorata con incessante preghiera, sostenuta con un dialogo paziente e rispettoso, costruita con una collaborazione aperta alla verità e alla giustizia e sempre attenta alle legittime aspirazioni delle persone e dei popoli. Il mio auspicio è che regni la pace nel cuore degli uomini e nelle famiglie; nei luoghi di lavoro e di svago; nelle comunità e nelle nazioni. Nelle fami- glie, nel lavoro, nelle nazioni: pace, pace. È ora che pensiamo che la vita oggi è sistemata dalle guerre, dalle inimicizie, da tante cose che distruggono… Vogliamo pace. E questa è un dono. Sulla soglia di questo inizio, a tutti rivolgo il mio cordiale augurio di un felice e sereno 2021. Ognuno di noi cerchi di far sì che sia un anno di fraterna solidarietà e di pace per tutti; un anno carico di fiduciosa attesa e di speranze, che affidiamo alla protezione di Maria, madre di Dio e madre nostra”. (Papa Francesco, all’Angelus, 1 gennaio 2021)
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Allenaci, o Signore, a lanciarci nell’impossibile perché dentro
l’impossibile ci sono la tua grazia e la tua presenza: non possiamo
cadere nel vuoto. Il futuro è un enigma, il nostro cammino si inoltra
nella nebbia, ma vogliamo continuare a donarci, perché tu stai
aspettando nella notte, con mille occhi umani traboccanti di lacrime.
(Luis Espinal)

DON LUIGI CIOTTI: SEI PAROLE PER IL 2021
Rigenerazione. La prima parola è rigenerazione. Urge una rigenerazione,
che comporta un notevole grado d’azzardo. Non ci si rigenera nella continuità,
ma solo andando incontro all’ignoto con coraggio.
Ingiustizia. Ingiustizia richiama il sopruso del forte verso il debole: occorre
riconoscere che alla base di ogni disuguaglianza c’è sempre un’ingiustizia.
Ecologia integrale. La terza parola è ecologia integrale. La crisi che stiamo
vivendo non è solo una crisi sanitaria ed economica, è prima di tutto una crisi
sociale e culturale. Non se ne esce senza un cambiamento del nostro rapporto
col mondo, con gli altri, con noi stessi.
Fraternità aperta. Come spiega Papa Francesco nella sua ultima enciclica
“Fratelli tutti”, fraternità aperta è quella che permette “di riconoscere e
amare ogni persona al di là della vicinanza fisica”.
Diritto. La quinta parola, diritto, va riscoperta e realizzata. Ora che la politica
è diventata perlopiù uno zelante maggiordomo dell’economia, tra interessi
privati e beni pubblici non c’è più alcuna relazione, tutto a vantaggio dei primi.
Fragilità. Se c’è una lezione di cui dobbiamo fare tesoro, usciti
dall’emergenza sanitaria, è quella della fragilità che è la mia sesta e ultima
parola. Fragile è la condizione umana e averne coscienza è il nostro punto di
forza.