GIORNATA MONDIALE DEL POVERO -15 Novembre 2020

Per entrare nella gioia del tuo regno
Dopo molto tempo il padrone di quei servi tornò e volle regolare i conti con loro. (Matteo 25,19 )
Per i tuoi doni: «Grazie!»
Dio, Padre dell’amore,
Signore della vita,
ti benediciamo per gli infiniti doni
con i quali ricolmi la nostra vita,
sostieni il nostro presente,
arricchisci il nostro futuro.
È ciò che ci rende forti nella notte.
È ciò che ci disseta nell’aridità.
La paura di sbagliare non ci blocchi.
Il timore di cadere non ci chiuda.
Ciò che dalle tue mani gratuitamente abbiamo ricevuto
possa diventare dono gratuito d’amore. Amen.
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Dalla LETTERA DEL VESCOVO AI SACERDOTI DELLA DIOCESI
(6 novembre 2020)
“…In questa fase così grave, vi invito a sospendere gli incontri formativi in presenza con
ragazzi e giovani; laddove però ci fossero le condizioni per tenerli, vi raccomando di osservare
scrupolosamente le norme previste: mascherina, distanza fisica, igienizzazione delle mani,
sanificazione degli ambienti.
E’ importante mantenere i contatti con loro, attraverso tutte le modalità che ci vengono date
dai social media, offrendo sussidi per la preghiera e la riflessione.
Questa emergenza può diventare un’occasione per accrescere la partecipazione degli adulti nel
percorso formativo coinvolgendo genitori, padrini e madrine nell’accompagnamento in prima persona
dei ragazzi, in collaborazione con le catechiste/i, gli animatori e i sacerdoti…Vi chiedo di
sospendere da lunedì 9 novembre fino a nuove disposizioni, le celebrazioni dei
Sacramenti della Prima Confessione, della Confermazione e della Prima Comunione.
Raccomando inoltre che tutti gli incontri di formazione per adulti, siano tenuti, per quanto
possibile, in videoconferenza…..
Vi ricordo tutti nella mia preghiera e vi saluto con gratitudine e affetto”. + Beniamino, vescovo

15 NOVEMBRE – GIORNATA MONDIALE DEL POVERO
Dal messaggio del Santo Padre Francesco “Tendi la tua mano al povero”
(cfr Sir 7,32)
La sapienza antica ha posto queste parole come un codice sacro da seguire
nella vita. Esse risuonano oggi con tutta la loro carica di significato
per aiutare anche noi a concentrare lo sguardo sull’essenziale e superare
le barriere dell’indifferenza. La povertà assume sempre volti diversi, che
richiedono attenzione ad ogni condizione particolare: in ognuna di queste
possiamo incontrare il Signore Gesù, che ha rivelato di essere presente
nei suoi fratelli più deboli (cfr Mt 25,40)…
…Tendere la mano fa scoprire, prima di tutto a chi lo fa, che dentro di noi
esiste la capacità di compiere gesti che danno senso alla vita. Quante mani
tese si vedono ogni giorno! Purtroppo, accade sempre più spesso che la fretta
trascina in un vortice di indifferenza, al punto che non si sa più riconoscere
il tanto bene che quotidianamente viene compiuto.. nel silenzio e con grande
generosità.
… Tendere la mano è un segno: un segno che richiama immediatamente
alla prossimità, alla solidarietà, all’amore. In questi mesi, nei quali il mondo
intero è stato come sopraffatto da un virus che ha portato dolore e morte,
sconforto e smarrimento, quante mani tese abbiamo potuto vedere!…
…Questa pandemia è giunta all’improvviso e ci ha colto impreparati,
lasciando un grande senso di disorientamento e impotenza.
La mano tesa verso il povero, tuttavia, non è giunta improvvisa…
…“Tendi la mano al povero” fa risaltare, per contrasto, l’atteggiamento
di quanti tengono le mani in tasca e non si lasciano commuovere dalla
povertà, di cui spesso sono anch’essi complici…”
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INDICAZIONI DEL VICARIO GENERALE CONDIVISE
CON I PARROCI E LE IMPRESE FUNEBRI
CIRCA LO SVOLGIMENTO DEI FUNERALI (6 novembre 2020)
1) Al termine della funzione funebre in chiesa si invitino tutti i fedeli
ad accomodarsi in chiesa, lasciando uscire il celebrante, il feretro
ed i soli parenti, evitando di fermarli per saluti e condoglianze.
2) In caso di sepoltura immediata, si parta subito per il cimitero con i parenti;
analogamente se si dovesse proseguire per la cremazione, l’invito è quello
di non sostare all’esterno della chiesa e di partire subito per la
destinazione, invitando i parenti a riprendere, con una certa celerità, la via
del ritorno a casa.

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«Dio ha scritto per ognuno di noi una storia unica e irripetibile,
ma ci ha lasciato la libertà di scriverne la fine»
(la frase è di Carlo Acutis, che nei suoi 15 anni di vita si è messo sulla strada della
santità).

La preghiera dell’alfabeto – Anthony de Mello
Un contadino povero, nel rincasare la sera tardi dal mercato,
si accorse di non avere con sé il suo libro di preghiere.
Al suo carro si era staccata una ruota in mezzo al bosco ed
egli era angustiato al pensiero che la giornata finisse senza
aver recitato le preghiere.
Allora pregò in questo modo: «Ho commesso una grave
sciocchezza, Signore. Sono partito di casa questa mattina
senza il mio libro di preghiere e ho così poca memoria che
senza di esso non riesco a formulare neppure un’orazione.
Ma ecco che cosa farò: reciterò molto lentamente tutto
l’alfabeto cinque volte e tu, che conosci ogni preghiera,
potrai mettere insieme le lettere in modo da formare
le preghiere che non riesco a ricordare».
Disse allora il Signore ai suoi angeli:
«Di tutte le preghiere che oggi ho sentito, questa è senz’altro
la più bella, perché è nata da un cuore semplice e sincero».