IV DOMENICA DI PASQUA 57a Giornata mondiale di preghiera per le vocazioni sacerdotali e religiose – 3 Maggio 2020

L’invito/slogan «Datevi al meglio della vita» (Christus vivit, n.143)

 

Il Signore è il mio pastore: non manco di nulla

Il pastore cammina davanti alle pecore, ed esse lo seguono perché conoscono la sua voce. (Giovanni 10,4)

Messaggio della domenica

In questa domenica Gesù si presenta come pastore: non un mestierante, un

assoldato, ma un pastore esperto del suo gregge, che conosce perché lo frequenta,

lo guida alle fonti della vita, e non lo abbandona per nessun motivo. È un pastore

che si spreca per il suo gregge, non solo se ne prende cura, ma lo ama, perché

conosce le pecore una per una, le chiama per nome e per loro dona la sua vita.

In questa relazione, le pecore si lasciano amare, imparano ad amare, e si salvano.

 

Celebrazioni in diretta Radio e TV

Ore 7.00 papa Francesco celebra la S. Messa nella Cappella della Domus Sanctae Marthae (Tv 2000)

Ore 9.00 S. Messa presieduta dal Vescovo Beniamino a Monte Berico in diretta su Radio Oreb e TVA Vicenza

Ore 10.00 dalla chiesa di S. Giorgio: Parrocchia di San Giorgio in Bosco” facebook

Ore 11.00 Santa Messa in diretta dalla chiesa parrocchiale di Lisiera su Radio Oreb

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La preghiera in famiglia per la IV domenica di Pasqua:

la Chiesa prega per le vocazioni guardando il Buon Pastore

Dal sito della diocesi di Vicenza Scarica la preghiera in Famiglia in formato PDF

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Maggio mese del Rosario: ci affidiamo alla Vergine Maria

Gli appuntamenti su Radio Oreb e alcune proposte per vivere con i più piccoli il “fioretto” quotidiano (vedere il sito della diocesi)

“E’ ormai vicino il mese di maggio, nel quale il popolo di Dio esprime con particolare intensità il suo amore e la sua devozione alla Vergine Maria. È tradizione, in questo mese, pregare il Rosario a casa, in famiglia.
Una dimensione, quella domestica, che le restrizioni della pandemia ci hanno “costretto” a valorizzare,
anche dal punto di vista spirituale. Perciò ho pensato di proporre a tutti di riscoprire la bellezza di pregare il Rosario a casa nel mese di maggio”.
Con queste parole papa Francesco ha invitato nei giorni scorsi i cattolici di tutto il mondo alla preghiera quotidiana del Rosario perché ci aiuti a mantenere viva la speranza e a superare la grande prova che continua ad affliggere l’umanità.

Per facilitare la pratica del Rosario in famiglia, la Diocesi invita a collegarsi ogni sera con Radio Oreb che trasmetterà la preghiera tutti i giorni alle ore 20.15. La preghiera del Rosario sarà anticipata da una favola per bambini (alle 20) e seguita da una meditazione mariana (alle 20.45).     (le catechiste informino i propri ragazzi!!!)

 

Per mantenere vivo lo spirito del “fioretto di maggio” che tradizionalmente si tiene presso molte chiese, santuari e capitelli mariani sparsi sul nostro territorio nelle sere di maggio, la Diocesi e Radio Oreb mettono a disposizione anche del materiale per l’animazione della preghiera con i ragazzi
Disegno da colorare e personalizzare: oltre a colorare ogni giorno un fiorellino, disegna e colora al centro
l’immagine del capitello o della chiesa più vicina a casa tua
Immagine da disegnare PDF
Disegno solo da colorare: la corona è formata da 31 fiorellini. Colorane uno ogni sera in cui dici il Rosario e colora infine l’immagine della Vergine al centro del disegno

Immagine da disegnare con capitello PDF
Il vasetto dei buoni propositi: realizzalo con i tuoi genitori e ogni mattina pesca un piccolo da vivere durante il giorno e offrire alla sera nel momento della preghiera

Nota del Vicario Generale in data 1 maggio
,….stando alle attuali disposizioni non è possibile organizzare per il mese di
maggio la preghiera pubblica del rosario in chiesa o presso i capitelli…
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Da don Antonio ai bambini, ai ragazzi, ai giovani, ai genitori, alle famiglie,

alle catechiste, agli educatori della nostra unità pastorale

Domenica 22 marzo era in programma la FESTA del PERDONO per i ragazzi di terza elementare; domenica 26 aprile a Lobia, domenica 3 maggio a S. Giorgio e domenica 10 maggio a Paviola erano fissate le MESSE di PRIMA COMUNIONE. Ma oltre due mesi fa iniziava il tempo di questa emergenza, che d’improvviso ha cambiato in modo radicale le nostre abitudini familiari, scolastiche, lavorative, sociali…
Questo ha portato a modificare anche le consuetudini che eravamo abituati a vivere come parrocchia:a farne le spese sono stati soprattutto gli incontri formativi di catechesi per i nostri bambini e ragazzi (appuntamenti di catechismo, incontri di ACR, ritrovo dei gruppi giovanissimi) che hanno visto una battuta d’arresto forzata, non prevista, segnata pure dall’interruzione dei cammini di preparazione ai sacramenti … (senza dimenticare i Battesimi che erano programmati in questo tempo pasquale…)
In questi contesti, è umano porsi domande del tipo «E ora come faremo a portare avanti i nostri programmi?
Come faremo a preparare i nostri ragazzi ai sacramenti? Che fare per le prossime attività e feste previste in calendario?» (catechisti ed educatori) oppure «Quando sarà la data dei prossimi sacramenti? Quando riprenderà catechismo, ACR, Giovanissimi…?» (genitori e ragazzi).
Domande legittime, ma che forse mettono in luce come ancora troppo consideriamo il cammino di catechesi (e di fede!) come un qualcosa da “programmare”, incasellare in date e calendari e non come un’occasione per i nostri ragazzi- giovani – famiglie di fare esperienza di Vangelo, di incontrare il Signore e di partecipare alla vita della comunità che si ritrova per pregare e vivere l’eucaristia domenicale.
A volte una battuta d’arresto forzata è utile anche per rendersi conto di quanto ci manchi tutto quello che sempre diamo per scontato (ma che ora non possiamo avere)!
Questo ci ha stimolato a riscoprirci “creativi” per inventare modalità diverse e per renderci prossimi
ai bambini, ai ragazzi e alle famiglie al di là della preoccupazione di qualcosa da fare (o far compiere), ma cercando di rimettere al centro l’importanza di un’esperienza da vivere nella cura delle relazioni; ma anche l’esperienza più intima della preghiera e del rapporto con Dio da vivere in prima persona, a misura della propria età (bambino, ragazzo, giovane… ma anche adulto e genitore!). Si sono riscoperte o trovate modalità di vicinanza alle famiglie andando dalle “classiche” telefonate o dai messaggi, fino alle modalità più tecnologiche che i media oggi ci offrono.
Questo ha fatto sì che non si sia interrotta una trasmissione della fede che avviene per “contatto e contagio” più che per semplice insegnamento, come fecero i primi discepoli di Gesù; e come tutti ci auguriamo di fare anche noi, in un modo e con una consapevolezza rinnovati, per rispondere al “contagio” del Coronavirus con il contagio della fede.
Un pensiero particolare va alle famiglie e a tutti quei genitori che in questi mesi forse sono stati “costretti” a trascorrere molto più tempo con i propri figli: oltre ad aiutarli nella gestione dei compiti, hanno potuto riscoprire o capire che anche per quanto riguarda la preghiera e la trasmissione della fede l’esempio dato in casa è – e resterà sempre – la prima e più autentica forma di catechesi. Questo è un elemento che non vorremmo perdere quando tutto “tornerà come prima”, non vorremmo tornare cioè a vivere un atteggiamento di delega alla parrocchia, ai preti, alle catechiste, agli educatori, che devono “insegnare” qualcosa ai ragazzi.
Mi auguro davvero che la famiglia, torni ad essere un alleato prezioso per far crescere (nella fede) i nostri “figli”. Già da ora guardiamo alla ripresa di settembre non come ad una semplice ripartenza “da dove le cose si sono interrotte” ma ad un modo anche nuovo per vivere una catechesi, una liturgia e una carità legate strettamente alla comunità e alla famiglia, con la speranza che possano davvero tornare ad essere “maestre di vita umana e cristiana”.

Don Antonio