DOMENICA DI PASQUA – RISURREZIONE DEL SIGNORE 12 Aprile 2020

Celebriamo la Pasqua di risurrezione. Alleluia!

Questo è il giorno che ha fatto il Signore: rallegriamoci ed esultiamo

L’amore è più forte della morte: Cristo è risorto e noi risorgeremo con Lui.

Il messaggio pasquale del Vescovo Beniamino

Carissimi fratelli e sorelle,

nella difficile situazione che tutti stiamo vivendo, è emerso in ciascuno di noi con forza un

bisogno profondo di comunicare, di intensificare i rapporti, di intrattenerci con un messaggio o

con una telefonata, di cercare nuove forme di vicinanza.

“Ti sono vicino” – “un forte abbraccio” – “ti penso”, sono queste le espressioni con cui

cerchiamo di farci vicini agli altri e che ci rincuorano e ci donano un po’ di calore e di gioia. Vi

ringrazio, con tutto il cuore, per i molteplici segni di affetto e di vicinanza spirituale che mi avete

manifestato in questo tempo di dolore e di speranza.

Anch’io ho desiderato con cuore di padre e di pastore, mantenere il più possibile vivo il

contatto con voi fedeli, consacrati, diaconi e presbiteri, della nostra amata diocesi di Vicenza,

attraverso alcuni messaggi e video messaggi, con la condivisione della Santa Messa quotidiana e

coinvolgendo tutti, con grande fede ed emozione, nell’Atto di Affidamento alla nostra Madonna di

Monte Berico.

Accanto alle parole dei responsabili della vita pubblica, dei cronisti che ci mettono al corrente

della situazione, dei medici e degli operatori sanitari che lottano per portare sollievo e guarigione

ai malati, sentiamo forte il bisogno di quelle parole di fede e di speranza, che prima di noi hanno

accompagnato e sostenuto tanti uomini e tante donne, di generazione in generazione.

In questi giorni tribolati abbiamo cercato consolazione, forza e coraggio nell’ascolto della

Parola di Dio, offerta dal Papa nella sua predicazione e testimoniata nei suoi gesti semplici ed

efficaci, e così pure nella predicazione e nei gesti dei nostri pastori.

Nella celebrazione del Triduo Pasquale, che quest’anno vivremo nella piccola chiesa

domestica, sentiremo, con più intensità e con maggior passione, parole capaci di trasformare la

vita delle persone, delle comunità e dell’intera famiglia umana. Queste parole, se ascoltate con

apertura del cuore e della mente e se fatte fruttificare nell’impegno quotidiano, possono davvero

cambiare la storia dell’umanità.

Sabato sera vi invito ad ascoltare, riuniti nelle vostre case, in religioso silenzio, il canto del

Preconio pasquale che aprirà la solenne Veglia della notte di Pasqua:

” Gioisca la terra inondata da così grande splendore: la luce del Re eterno ha vinto le tenebre del

mondo…Questa è la notte in cui Cristo, spezzando i vincoli della morte risorge vittorioso dal

sepolcro”.

Questo messaggio ha attraversato i secoli, è stato accolto e tramandato da schiere

innumerevoli di credenti e, tramite i nostri nonni, i nostri genitori, i nostri pastori, gli educatori e

i catechisti ha raggiunto ciascuno di noi e nella fede è diventato fondamento, centro e compimento

della nostra esistenza.

Nel giorno di Pasqua ascolteremo poi la sequenza che recita così:

“Morte e vita si sono affrontate in un prodigioso duello, il Signore della Vita era morto, ma ora,

vivo trionfa”.

Si parla di una dura lotta tra la morte e la vita, che è stata ingaggiata e vinta da Gesù. Egli ha

attraversato l’oscurità, il dolore della morte, ma con la forza del suo amore, ha vinto la morte.

L’amore è più forte della morte. Nella fede in Gesù Risorto possiamo, allora, anche noi

affrontare l’aspra lotta tra la morte e la vita, che scorre sotto i nostri occhi ogni giorno, con i suoi

tristi lutti, ma anche con le sue numerose vittorie.

In attesa di poter sentire la tanto desiderata notizia “la pandemia è finita” nel nostro Paese e

nel mondo intero, perseveriamo nella fede, impegniamoci a fare scelte responsabili e a esprimere

solidarietà verso le persone più fragili e più indifese; non temiamo di ripetere tra di noi “Gesù è

risorto e con Lui risorgeremo anche noi”.

Ripetiamo con gioia queste parole per tutti gli uomini e le donne del mondo, come un’umile e

potente preghiera di fiducia e di intercessione.

Con questa fede e con queste parole desidero porgere a ciascuno di voi e a tutti voi il mio più

sentito e cordiale augurio di Santa Pasqua.

 

+ Beniamino Pizziol

VESCOVO di VICENZA

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Vi propongo l’omelia per la Pasqua di don Tonino Lasconi, giornalista, scrittore,

catechista e parroco a Fabriano (Mc)

 

Quest’anno è proprio Pasqua

Un’esperienza così impensata e difficile può rafforzare la nostra fede nel Signore Risorto.

Già da molti giorni, rendendoci conto che la quarantena in casa non sarebbe finita prima delle feste pasquali, ci domandavamo preoccupati:

“Senza celebrazioni, senza incontri con i parenti, senza uscite fuori porta che Pasqua sarebbe?”. Adesso che siamo nella situazione temuta, ladomanda è: “Questa che Pasqua è?”.

Come ci rispondiamo? Che una Pasqua così non vale, che è una Pasqua rovinata da cancellare da quelle vissute e da quelle che vivremo? Saremmo tentati di farlo, ma, sapendo che il lamento non serve, possiamo provare a dire che “quest’anno è proprio Pasqua”. È sensata questa risposta, oppure è soltanto ipocritamente devota? Per la parola di Dio è quella giusta. Ascoltiamo i brani evangelici che quest’anno non sentiremo proclamare in chiesa, ma che sicuramente abbiamo in memoria, o che possiamo benissimo trovare il modo di leggere o ascoltare.

Ascolteremo il messaggio dell’angelo alle donne: «Voi non abbiate paura! So che cercate Gesù, il crocifisso. Non è qui. È risorto».

Pietro ci assicurerà che la risurrezione di Gesù non è una favola inventata, ma una realtà che egli può testimoniare.

Infatti, essendo andato quella mattina con Giovanni di corsa al sepolcro, e avendo verificato che le donne avevano detto la verità, può affermare: «noi abbiamo mangiato e bevuto con lui dopo la sua risurrezione dai morti».

Paolo trae da questa verità le indicazioni per la nostra vita: «Fratelli, se siete risorti con Cristo, cercate le cose di lassù, dove è Cristo, seduto alla destra di Dio».

Questi annunci, a ogni Pasqua, ci ricordavano che la vita è un passaggio, non soltanto da questa terra alla casa definitiva, ma nel continuo quotidiano passare dal male al bene, rivolgendo il pensiero «alle cose di lassù, non a quelle della terra». Un cammino faticoso, ma, se compiuto con una scelta libera e convinta, fonte di gioia vera.

La festa di Pasqua, come tutte le feste cristiane, ha avuto sempre lo scopo di stimolarci a cercare la gioia. Gli altri anni, però, questa “gioia pasquale” ce la trovavamo pronta nelle celebrazioni, nelle mense imbandite, nelle gite fuori porta… più che nell’annuncio: «Cristo, nostra Pasqua, è stato immolato: facciamo festa nel Signore», e nella sicurezza della sua presenza accanto a noi.

Quest’anno niente ci viene regalato, è soltanto dalla fede nel Signore risorto che possiamo trovare gioia e serenità anche in situazioni così umanamente tristi e preoccupanti. Quest’anno non possiamo passare la Pasqua, dobbiamo viverla realmente, portando le cose “di quaggiù verso quelle di lassù”, cioè quelle di quaggiù ci portano verso un livello più alto di vita: la pazienza, l’altruismo, il rispetto degli altri, l’attenzione ai più deboli, la sopportazione…

Comportamenti che permettono di trovare tutta la gioia possibile anche nelle situazioni più difficili.

Non è facile! Non è stato mai facile. Gli altri anni poteva accadere di scambiare la gioia della festa con la gioia della

Pasqua. Quest’anno non può accadere così, perciò è molto più difficile. La parola di Dio, ci viene di nuovo in soccorso.

La sera di Pasqua, due discepoli tornavano a Emmaus, tristi. Avevano creduto al Maestro, l’avevano seguito, sperando di vedere realizzare tutto ciò che annunciava. Invece era tutto finito dentro un sepolcro. Perciò, delusi e tristi, tornavano a casa, alla vita di prima, abbandonando i sogni. Ma a essi si era aggiunto un pellegrino che li aveva confortati, tanto da invitarlo a restare, perché si faceva sera. Sappiamo com’è andata. Avendolo riconosciuto nello spezzare il pane, via stanchezza e tristezza: «senza indugio» a Gerusalemme. Un po’ lo siamo sempre come i due discepoli, maquest’anno siamo proprio come loro.

Lasciamoci accompagnare, riconosciamolo nello spezzare il pane, condividendo la fatica di questi giorni, e avremofatto Pasqua forse come non mai.

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Domenica ore 10.00 Messa in diretta streaming sulla pagina Facebook

“Parrocchia di San Giorgio in Bosco”

N.B. Nel sito della diocesi potrete trovare la BENEDIZIONE PASQUALE

DELLA MENSA da fare prima del pranzo familiare della Pasqua

Buona Pasqua. L’amore è più forte della morte: Cristo è risorto e noi risorgeremo con Lui.